Gli Escarton: patrimonio comune

Il termine Escarton, dal francese escartonner, significa ripartire, (più precisamente dividere) equamente le imposte in quattro parti. Dal 1343 al 1713 infatti la regione italo francese posta a cavallo delle Alpi Cozie si trasformò in una Federazione fondata sulla democrazia e sull'autonomia di quattro Escartons, ai quali si aggiunse successivamente la Val di Pragelato.

Il 29 Maggio 1343 a Beauvoir en Royans, il Delfino Umberto II, firmava infatti insieme a 18 rappresentanti di oltre Carta della Libertà50 Comunità delle valli alpine, la Carta delle Libertà, una sorta di Costituzione scritta in duecento righe su pelle di pecora  (oggi conservata nell'antico municipio di Briançon) che divenne il patto per mezzo del quale quelle popolazioni ottennero l'affrancamento dalle servitù feudali, il diritto alla libertà individuale, alla proprietà e all'autogestione del territorio denominato la Federazione degli Escartons.

La gestione delle terre comunali era interamente libera, affidata ai sindaci e ai consoli locali che potevano, a loro giudizio, tracciare strade, passaggi, disboscare foreste, senza alcuna autorizzazione dalla corte delfinale (art. 22). Allo stesso modo la libertà di circolazione (art.24) risultava senza alcun vincolo. Tutti i sudditi brianzonesi dovevano considerarsi (secondo l'art. 35) uomini liberi e borghesi.

Questa microarea moderna comprendeva nel complesso 5 Escartons, ognuno dei quali includeva al suo interno più comunità: 

Briançon, da Argentière alla Regione di San Gervasio;

Oulx, da Cesana al torrente Gelassa comprendente le valli di Bardonecchia e Sauze di Cesana;

Il Queyras, da Guillestre al colle delle Traversette;

La Val Chisone, da Sestrieres ai confini di Perosa Argentina;

Casteldelfino, dal colle dell'Agnello fino al comune di Sampeyre.

Quando questa zona acquistò importanza strategica a causa dell'adesione del duca Vittorio Amedeo II di Savoia alla Lega Asburgica (1690), la Francia del Re Sole iniziò grandi costruzioni militari per rinforzare la città di Briançon.

Alterne vicende colpirono gli Escartons che nel corso del XVIII secolo persero a poco a poco la loro autonomia. In seguito alle guerre di successione spagnola e al trattato di Utrech, la Franciaa dovette cedere il territorio degli Escartons cisalpini e il duca di Savoia, poco fidandosi dei suoi nuovi sudditi, dirottò il traffico commerciale transitante sul Monginevro verso il Moncenisio, cosicché la Federazione degli Escartons perse la sua originaria unità e cessò definitivamente di esistere nell'anno 1713, anno della loro ultima riunione,  mentre la popolazione continuava a mantenere scambi culturali, dai matrimoni al contrabbando, ignara dei suoi nuovi confini. Nonostante le montagne, i contatti, i traffici e i costumi comuni che si erano sviluppati sull'area sino a quel momento avevano creato una unità culturale di tradizioni e di vita alpina che sarebbero ancora perdurati per anni.

La lingua d'oc, parlata ancora correntemente in ambito familiare in molte comunità appartenute agli Escartons, è comune a tutte le valli che fecero parte della congregazione e fin da un primo ascolto è chiara a chiunque l'affinità linguistica che esiste, per esempio, tra la parlata di Casteldelfino (Escarton di Casteldelfino-Val Varaita) e quella di Saint Veran (Escarton del Queyras) o Nevache (Escarton del Briançonnais).
Allo stesso modo le tipologie architettoniche presentano evidentissime caratteristiche comuni in tutta l'area.
I tipici campanili a quattro punte dominano con lo stesso stile i villaggi della Val d'Oulx, come quelli del Briaçonnais e del Queyras. Il giglio e il delfino, simboli delle casate di Francia che diedero l'autonomia politica e amministrativa agli Escartons, sono presenti ovunque sui portali delle chiese e come bassorilievi sulle fontane. Le meridiane adornano indistintamente le mura delle abitazioni in Val Varaita come nel Briançonnais.


Liberamente tratto da Progetto Escartoun http://www.escartons.eu


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